Vitigno
Il vitigno Aglianico è tipicamente meridionale coltivato per lo più in Campania e Basilicata.
La sua diffusione è nei fatti più estesa, poiché è annoverato tra le varietà raccomandate anche in Molise, Puglia e in alcune province Abruzzesi.
Predilige terreni collinari, d'origine prevalentemente vulcanica, argilloso calcarei o comunque di buona costituzione anche se presenta buona adattabilità nei riguardi del terreno.
In alcune zone di coltivazione (Taurasi - Vulture) si possono trovare dei vigneti con ottimi risultati anche a 700 - 900 metri d'altitudine. Resiste bene alle crittogame in generale (oidio e peronospora), soffre le temperature elevate e la siccità prolungata.
La Basilicata: L'Aglianico del Vulture
L'Aglianico raggiunge espressioni eccellenti in Basilicata, principalmente alle pendici vulcaniche del Vulture. La DOC Aglianico del Vulture nasce nel 1971 ed è in corso l'iter per il riconoscimento della DOCG.
I comuni della Doc sono: Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania.
Le caratteristiche sensoriali dell'Aglianico
Il naso è inizialmente vinoso, poi complesso con l'invecchiamento, al palato è asciutto, sapido, sostenuto da una forte freschezza, tannico tanto da necessitare spesso di affinamento in legno
grande o piccolo.
Aglianico del Vulture: sentori di violetta, ciliegia matura e tabacco
Caratteristiche
- Epoca di vendemmia: media o tardiva (ottobre).
- Vigoria: medio-alta.
- Produttività: abbondante e costante.
- Peso medio del grappolo: medio-basso (150-250 g).
- Acino: medio-piccolo, forma sferica; buccia molto pruinosa, di colore blu-nero, poca consistenza e medio spessore.
- Esigenze colturali: terreni collinari di origine vulcanica, ma si adatta bene anche a tipi di terreno diversi. Soffre le alte temperature estive e invernali dei mesi che non fa tiepido.
- Utilizzi: esclusivamente per la vinificazione, di preferenza in purezza.